Recensione a cura di Giovanna Fracassi del romanzo Umanità anno zero di Barbara appiano

Barbara Appiano

Umanità anno zero

Gli animali ci raccontano

Giovanna Fracassi

Interessantissimo romanzo di formazione di Barbara Appiano, prolifica e creativa scrittrice torinese che ha al suo attivo già numerosi libri di grande successo, Umanità anno zero è edito dalla prestigiosa Fondazione Marco Luzi. Pubblicato nel 2017 è composto da 172 pagine, che si leggono quasi tutte dun fiato. Il prezzo è 20 euro. Ciò che subito cattura l’attenzione del lettore, fin dalle prime righe dell’introduzione scritta dalla stessa autrice, “Istruzioni per l’uso: maneggiate con cura questo libro, potreste vedere le parole uscire dalle pagine. Questo romanzo è un romanzo-contenitore, un romanzo-valanga, ambizioso, curioso, goloso, da portare in viaggio in borsa insieme all’aspirina per eventuali emicranie, evitando il check in e i metal detector di tutti gli aeroporti del mondo”, è l’originalità della trama che narra la storia surreale di un gruppo di animali e di alcuni bambini che insieme raccontano la storia dell’umanità vista attraverso i loro occhi, come la stessa Appiano ci avverte: ”gli animali non sono “ghost writer” ma “real writers” e sono i ricercatori della verità, sono loro a guidarvi nel turbinio della storia, come dei vigilantes o guide da museo vi accompagnano pagina per pagina nella nostra storia, loro narrano chi siamo. Un romanzo di inversione dove le cavie siamo noi e gli animali ci tollerano con grande dignità e spirito di sopportazione”. Si viene così trasportati nel tempo e nello spazio e si incontrano grandi personaggi e protagonisti della storia della filosofia, come Aristotele e Rousseau; della storia, dai Greci, alla bomba atomica e alla Guerra Fredda passando per la scoperta del Nuovo Continente, lo sterminio delle popolazioni indigene con le loro civiltà, la Rivoluzione Francese, le due Guerre Mondiali con il loro carico di devastazione e di dolore, il colonialismo e l’imperialismo; della storia dell’arte, con alcuni suoi grandi esponenti come Picasso, della musica, fino alla politica con Kennedy e Krusciov, e tanti altri. Tante “schegge” di storia e di geografia in un’ esplosione pirotecnica di personaggi che fanno la loro rapida comparsa in questo caleidoscopio di vicende presentate con un ritmo incalzante e talvolta disorientante, ma sempre scoppiettante di osservazioni umoristico-satiriche che inducono alla riflessioni più serie sui tanti disastri ecologici, ambientali e umani che costellano la storia del pianeta Terra e dell’Umanità intera. Lo stile risulta essere estremamente duttile e fluido, spesso giocoso, sempre eclettico e alquanto originale. Tutti gli elementi del racconto sono, pur nel loro andirivieni tra passato e presente, saldamente ancorati all’interno di una struttura che potremmo definire circolare originata dal sovrapporsi dell’inizio e alla fine del romanzo. Inoltre è particolarissima e di grande effetto la tecnica di contestualizzare ogni incontro dei protagonisti nel nostro tempo del quale Appiano sa tratteggiare con ironia gli aspetti più stridenti e in molti casi “disumanizzanti”. Emerge così chiaro e inequivocabile il messaggio più importante di questo romanzo che si distingue non solo per l’originalità dell’impianto narrativo ma anche per l’ incisività dei messaggi che vi si possono cogliere. Il primo è costituito da un forte e deciso richiamo, un appello accorato e vibrante a tutti gli uomini indistintamente, affinché prendano coscienza dei danni immensi da loro provocati alla natura. Una natura che appare violentata, deturpata, sfregiata, sciupata e ferita, inondata dalla plastica, impotente dinanzi allo spreco delle sue risorse. L’altro richiamo è rivolto allo stesso genere umano in sofferenza per i vari tipi di inquinamento. L’autrice alla fine della sua opera ci lascia con questa importantissima riflessione: “l’essere umano è l’unico essere vivente nato per sbagliare e per correggersi se vuole e in questo non perderebbe tempo, ma lo investirebbe su stesso” che è un invito a non indugiare più perché le sofferenze della Terra e dell’ Uomo sono ormai intollerabili ma siamo ancora in tempo per salvare entrambi. Complimenti vivissimi pertanto a Barbara Appiano per questo suo romanzo di formazione così avvincente e ricco di riferimenti storici, geografici, artistici, per questa sua scrittura particolarissima che rende la sua opera innovativa e assai originale nel panorama letterario attuale. Umanità anno zero è un testo che per i suoi contenuti e per i suoi messaggi ambientalisti è quanto mai moderno e contemporaneo. Un romanzo da far entrare nelle scuole, da far leggere e commentare agli studenti perché si formino nella consapevolezza che la Natura e l’Uomo sono legati indissolubilmente.

 

Pubblicato sul numero di Giugno 2019 della Rivista  Le Muse

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